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ITALIA - CAMPANIA - CITTA' DI NAPOLI: IL CIMITERO DELLE FONTANELLE




 


COME RAGGIUNGERE IL CIMITERO. Il cimitero si trova in una zona periferica della città, per cui se vi trovate nella zona centrale di Napoli, o comunque nella parte di Piazza del Plebiscito o nella zona del lungomare, per arrivare alle fontanelle, bisogna fare un po' di strada. Se amate camminare, avrete la possibilità di attraversare una parte della città di Napoli, potendone osservare le bellezze, accompagnati dalla simpatia dei napoletani, che vi aiuteranno a capire dove si trova il cimitero delle fontanelle. Comunque anche se andate a piedi, potete utilizzare il vostro dispositivo come navigatore gps, con la mappa interattiva che trovate qui di seguito di GOOGLE MAPS. Altra soluzione è quella di utilizzare il taxi, soluzione Non troppo costosa, è molto comoda. Se avete un veicolo privato per raggiungerla non ci saranno problemi. 


GOOGLE MAPS.  Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS. Cliccate sulla freccia azzurra per utilizzare in vostro dispositivo come un NAVIGATORE GPS per raggiungere il luogo ovunque voi siate.





IL PARCHEGGIO. Se avete la necessità di recarvi al cimitero utilizzando un veicolo, per parcheggiare non dovreste avere grandi difficoltà, visto che i mezzi stessi possono essere lasciati sul ciglio della strada. Non è presente però un parcheggio gratuito di grandi dimensioni, per cui se non volete lasciare i vostri mezzi in strada, potete comunque usufruire di uno dei tanti parcheggi a pagamento che si trovano proprio nella via in cui si trova il cimitero delle fontanelle. Si tratta di parcheggi che sono stati ricavati nelle grandi cave di tufo abbandonate. E quanto riguarda i prezzi e gli orari dei parcheggi, conviene chiedere direttamente ai gestori. Comunque la spesa non sarà alta, visto che la visita al cimitero delle Fontanelle non dovrebbe comportare più di un'ora di tempo necessario. Ovviamente dipenderà da voi decidere quanto soffermarmi, ma di certo meno di mezz'ora non è possibile a girare tutte le ampie sale per vedere qualcosa

INGRESSO GRATUITO. Il cimitero delle Fontanelle è completamente gratuito, per cui per visitarlo non è necessario ne prenotarsi, né tantomeno pagare un biglietto: Ciò avviene in tutti i giorni dell'anno in cui è prevista l'apertura di questa interessante attrazione.




LA CAVA DI TUFO. Il cimitero delle fontanelle è ricavato all'interno di un'antica cava di tufo utilizzata nei secoli passati per la edificazione nella città di Napoli. In realtà bisogna specificare che questo grande complesso non è isolato, in quanto camminando per via delle fontanelle, che porta poi all'ingresso del cimitero potrete notare la presenza gli altri ingressi di vecchie cave, attualmente utilizzate per il rimessaggio delle autovetture e per negozi. 







Ciò che colpisce entrando  all'interno del cimitero sono le dimensioni. Infatti non si tratta nella maniera più assoluta di un luogo angusto, come spesso capita andando a visitare le catacombe, ma di ambienti con spazi veramente grandi. Bisogna pensare che l'intera superficie del cimitero si sviluppa su una superficie di circa 3000 metri quadrati. Le volte sono molto alte arrivano all'incirca a 20 metri di altezza. La cava e di cimitero sono caratterizzati dalla presenza di più ambienti, tutti collegati da grandi corridoi. Anzi si può dire che i corridoi siano in realtà le stesse sale dove sono custoditi i teschi e le ossa.




GLI ALTARI. Camminando per i corridoi, noterete una serie di "altari". Si tratta di punti particolari del cimitero, dove le persone, nel corso degli anni, hanno creato dei punti in cui sostare per dedicare preghiere e pensieri ai defunti. Lo riconoscerete subito, come di vede dalle immagini che seguano.










La caratteristica fondamentale del cimitero delle fontanelle, e quella della presenza di una quantità impressionante di teschi e di ossa, nonché anche di alcuni corpi cioè scheletri completi, all'interno di alcune bare





LE OSSA SOTTO IL PAVIMENTO. Le ossa che vedete nei corridoi non sono le uniche presenti nel cimitero. In realtà sono di più, e sono sepolte sotto il piano calpestabile per un profondità stimata di circa 4 metri. Tale presenza è testimoniata da una lastra di vetro sul pavimento attraverso la quale è possibile vedere i resti umani. 



L’ADOZIONE DEI TESCHI. La caratteristica del cimitero delle Fontanelle è quella che negli anni passati i cittadini napoletani adottavano i defunti sconosciuti che riposano all'interno di questo luogo. Noterete la presenza di una serie di teche che in marmo o altri materiali più poveri, con all'interno dei teschi e delle ossa, con sopra delle date e dei nominativi. Le famiglie napoletane si occupavano del defunto come se fosse un loro congiunto, pur non potendo sapere si trattasse, dato che le ossa contenute all'interno del cimitero provengono da periodi lontani, ovvero come sopra ricordato, dalla tumulazione dei corpi della grande peste che colpì il Napoli nel 1600, nonché anche dalla epidemia di tifo che decimò la popolazione napoletana sul finire del 1800. In questo modo questi defunti, non restavano soli ed abbandonati.  Ricordiamo che per il popolo napoletano il culto dei morti è molto importante.



IL TESCHIO CHE SUDA. Tra i vari teschi presenti, uno è particolarmente famoso e "venerato" dai napoletani.  Si tratta di quello di Donna Concetta. La sua particolarità è quello di non essere asciutto e ricoperto di polvere come tutti quelli presenti nel cimitero, ma di essere lucido a causa delle presenza di "trasudo" a cui vengono attribuite proprietà "miracolose". E facile incontrare persone che passano fazzoletti sul teschi per raccogliere il liquido. Chi vi scrive ha assistito personalmente, ed in modo casuale, a questo rito. 


CLAUSTROFOBIA. Questo luogo non ha le caratteristiche di una catacomba, che come è noto, sono in genere luoghi stretti e bui, non adatti a coloro che soffrono di claustrofobia. Per coloro che non amano stare negli ambienti chiusi e stretti, non ci sono problemi. Proprio le grandi dimensioni di questi spazi, l'altezza delle gallerie, la circolazione dell’aria e la buona illuminazione, evitano di far avvertire quel senso di claustrofobia. 





LE BARE. Camminado, notereta la presenza di alcune bare, con dentro dei corpi.







LA TEMPERATURA. Il cimitero, come sopra già rappresentato, è caratterizzato da ampi spazi, per cui la temperatura negli ambienti e condizionata anche dalla stagione dell'anno in cui effettuate la visita. L'inverno potrebbe fare molto freddo, mentre nella bella stagione, soprattutto nelle giornate molto calde, potete godere del riparo offerto da queste profonde cavità ed al fresco dell'ombra che esse generano.


L’UMIDITÀ. Così come avviene per la temperatura, umidità del posto dipende anche dal periodo dell'anno in cui è effettuata la visita. In genere però l'ambiente, nonostante la presenza di grandi caverne del tufo, non è particolarmente umido, cosa che consente Infatti l'ottima conservazione di tutte le ossa presenti, che,  in caso contrario, essendo di calcio, subirebbero certamente un facile decadimento e sfaldamento, qualora l'aria che le circonda fosse carica di umidità. La bassa umidità si avverte anche respirando in questi ambienti, dove si può tranquillamente camminare senza avvertire la pesantezza proprio del respiro, tipica degli ambienti umidi. 


AMBIENTE ARIEGGATO. Per quanto riguarda la ventilazione degli ambienti, è Importante sottolineare che questi luoghi sono ben ventilati ed arieggiati, grazie sia all'altezza delle stesse cave che alla loro profondità, e alle grandi dimensioni anche dell'ingresso. Qui l'aria circola liberamente sia d'estate che d'inverno. Anzi si può dire che proprio questi grandi tunnel, favoriscono la circolazione dell'aria.

L'ILLUMINAZIONE.  Gli ambienti non sono illuminati artificialmente, è la luce proviene solo dall'ingresso principale è da alcuni punti di collegamento tra l'interno è l'esterno come si vede nelle immagini.




NESSUN CATTIVO ODORE. Una caratteristica di questo luogo, contrariamente a quanto si possa pensare, è quello di non presentare cattivi odori, nonostante la presenza di ambienti scavati nel tufo, e la presenza di moltissime ossa. Questo è dovuto, sia alla ventilazione in questi ambienti che alla bassa umidità degli stessi. Ovviamente però la sensibilità agli odori è diversa da persona a persona, per cui qualcuno potrebbe avvertire qualcosa che gli altri non sentono. Comunque in generale non ci sono problemi in questo senso.


I CARTELLI E DIDASCALIE. All'interno delle gallerie il cimitero delle fontanelle, troverete una serie di cartelli esplicativi, che raccontano la storia di questo luogo. Sulle pareti, sono presenti alcune iscrizioni più antiche ed interessanti, c'è in modo semplice ed efficace raccontano alcuni passaggi della storia di questo posto.







I BAMBINI. Come si può notare dalle immagini, il cimitero delle Fontanelle e certamente un luogo molto particolare, per cui potrebbe anche non essere adatto ai più piccoli, soprattutto se facilmente impressionabili. Comunque i bambini lo frequentano regolarmente, sempre accompagnati dagli adulti, per cui non dovrebbero esserci particolari problemi, ma ricordare comunque che si troveranno faccia a faccia, molto da vicino con ossa, teschi, bare, in ambienti poco illuminati. Valutate direttamente in base al carattere dei più piccoli.


DISABILI ANZIANI. Il cimitero delle Fontanelle può essere tranquillamente visitato anche da persone anziane, e da persone diversamente abili. Come vedete dalle immagini, gli ambienti sono ampi, ed il fondo delle Grotte non presenta alcun tipo di asperità o altro che possa rappresentare un pericolo di inciampo. L'unico problema che potrete incontrare è dato dalla scala che vi consente di accedere alle gallerie. Salire e scendere da queste scale non è complesso, ma per persone con difficoltà motorie potrebbe rappresentare un problema.



LE FOTOGRAFIE. Potete tranquillamente fotografare gli ambienti e tutto quello che contengono. Non ci sono infatti divieti in tal senso. Ricordiamoci comunque che siamo in un luogo particolare ed in presenza di resti umoni, per cui bisognerebbe evitare selfie imbarazzanti e grotteschi. Limitiamo ad immagini che rappresentino lo stato dei luoghi, ed evitiamo il cattivo gusto. 




I  CANI. Non ci sono divieti per l'ingresso ai cani. L'importante è ricordarsi che su tratta di un luogo dove riposano i resti di persone, per cui bisogna evitare che abbaino, o che facciano i loro bisogni.

NO SOUVENIR. Può sembrare superfluo precisarlo, ma in questo luogo non è  possibile acquistare alcun souvenir. Non è chiaramente un museo, ma un luogo dove riposano i resti di persone morte da tempo. Non li troverete nemmeno fuori. I napoletani hanno un grande rispetto di questo posto, ed è giusto che sia così. 


COSA VEDERE INTORNO. Ovviamente bisogna ricordarsi che ci si trova a Napoli, una città che offre tantissimo da vedere e che si trova in un luogo veramente splendido, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Comunque senza allontanarsi troppo dal cimitero delle fontanelle, percorrendo proprio la via delle fontanelle, potete facilmente raggiungere uno dei quartieri più famosi di Napoli, la SANITA’, noto soprattutto per aver dato i natali al grande comico napoletano Totò, qui molto amato e stimato in tutto il mondo.

VIDEO YOUTUBE. Di seguito troverete il link al video su youtube con tutte le immagini pubblicate su questo post ed altre, per avere una panoramica completa del Cimitero delle Fontanelle.

Ai prossimi appunti di viaggio.








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ITALIA - REGIONE CAMPANIA: IL VESUVIO

20190602_162333                   IL VESUVIO VISTO DAL LUNGOMARE DELLA CITTA' DI NAPOLI

CARATTERISTICHE. Il vulcano ha un altezza di circa 1280 metri. Si tratta di un altezza variabile nel corso degli anni, proprio a causa dei mutamenti dovuti alle eruzioni che si susseguono nel tempo. Ha un diametro alla base di circa 20 km, ed ha una caldera, ovvero la zona del cono caratterizzata da una forma cosiddetta a recinto. Il Vesuvio si trova nella zona sud orientale della città di napoli. Il vulcano è considerato attualmente un vulcano attivo, anche se con caratteristiche molto diverse da quello siciliano dell'Etna. Nella sua lunga storia però non è sempre stato un vulcano attivo. Nel passato, prima della grande eruzione che distrusse la città di Pompei, le fonti storiche ed iconografiche, lo rappresentavano come una vera e propria montagna coperta di vegetazione È coltivato a vigneto. Se vi recate presso il museo archeologico della città di Napoli, potrete vedere questa raffigurazione in un famoso mosaico della città di Pompei prima della sua distruzione. Nella sua storia passata, per giungere fino a quella più recente, Il Vesuvio ha eruttato numerose volte a partire proprio dalla famosa eruzione che sconvolse la città di Pompei. Le più recenti, sono quelle del 1906, è quella del 1944. La prima distrusse completamente Ottaviano, con elevato numero di morti, mentre invece quella nel 1944, causo la morte ricerca una trentina di persone. La salita verso il cono del Vesuvio è una attività praticata da molto tempo, e viene descritta dai tanti viaggiatori che nei secoli si sono avvicendati per esplorane la sommità. Ciò che comunque colpisce, e che il Vesuvio, apparentemente immobile ha in realtà cambiato nel corso del tempo la sua conformazione, soprattutto nella parte sommitale, proprio a causa delle frequenti eruzioni. Viene considerato un tipo di Vulcano esplosivo, rispetto al Etna che invece di tipo effusivo. La differenza sostanziale sta nel fatto che le eruzioni nel primo si verificano ad un intervallo di tempo non sempre regolari, con conseguenze però spesso catastrofiche, ed associati anche a forti terremoti.

   LA BOCCA INTERNA DEL VULCANO

Il secondo tipo invece prevede una attività vulcanica costante e continua, anche molto importanti per dimensioni, ma senza fenomeni particolarmente violenti essenza conseguenze devastanti Per quanto riguarda i terremoti conseguenti alle eruzioni stessa. ll vulcano è inserito dal 1995 all'interno di un'area a parco, che prende proprio il nome di Parco Nazionale del Vesuvio, creata proprio a tutela del vulcano stesso e del suo territorio, ed in ragione dell' interesse dal punto di vista storico geologico e biologico di questa area, certamente unica nel suo genere.

20190601_110109  LA STRADA ASFALTATA CHE PORTA VERSO IL VESUVIO

GOOGLE MAPS. Di seguito troverete la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per attivare il navigatore cliccare sulla freccia blu presente sulla mappa.


IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito alla zona su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con le condizioni metereologiche migliori.


IL PARGHEGGIO. Non è possibile raggiungere il monte del Vesuvio con i veicoli a motore. Infatti, durante la vostra ascesa lungo una delle strade che porte verso il cono del vulcano verrete immancabilmente fermati un veicolo delle forze dell'ordine.

L'INCROCIO DOVE SI FERMANO LE AUTO E INIZIA IL PARCHEGGIO[/caption]

Sarete quindi obbligati a lasciare la vostra autovettura direttamente in una strada laterale nelle aree delimitate una linea blu come avviene normalmente nei parcheggi a pagamento delle città. Non troverete una vera e propria area di parcheggio tipo spiazzo, ma dovete mettere i vostri veicoli in fila indiana.

UNA DELLE STRADE DI ACCESSO AL VESUVIO DEDICATA AL PARCHEGGIO[/caption]

Questa precisazione potrebbe sembrare inutile, ma in realtà bisogna prendere in considerazione che la fila indiana comporta un allontanamento dal punto in cui si comincia a salire a piedi per raggiungere il cono del vulcano. Per tale ragione, se volete evitare di fare anche molta strada a piedi lasciate il vostro veicolo, il consiglio è sempre quello di giungere presso il vulcano nelle prime ore del mattino, o eventualmente anche nel pomeriggio tardi, quando gli altri visitatori cominciano ad andare via. Può capitare infatti che se si arriva molto tardi, potreste lasciare la vostra vettura anche ben oltre un km di distanza rispetto al punto in cui si inizia a salire a piedi. Per quanto riguarda invece i motocicli, o comunque i veicoli a motore a due ruote, chiedendo alle forze dell'ordine che sbarrano il passo, potrete salire verso il vulcano percorrendo alcuni km sulla sulla strada asfaltata, fino a giungere al punto in cui non si potrà più assolutamente salire con nessun veicolo, e dove inizia il vero e proprio parco del vulcano.

IL PARCHEGGIO ALTO. Per i veicoli autorizzati a raggingere la parte alta del Vesuvio, è presente un'area di parcheggio in un'area sterrata, prima dell'ingresso al percorso a piedi. Si tratta però di accessi consentiti a pochi fortunati o a veicoli di soccorso o delle Forze dell'Ordine e a coloro che lavorano nel Parco.


IL SERVIZIO NAVETTA. Come già spiegato, una volta lasciata la vostra autovettura o il vostro veicolo a motore al parcheggio, dovrete necessariamente raggiungere la parte iniziale del Parco del vesuvio, o a piedi, o usufruendo anche di un servizio navetta messo a disposizione da alcuni privati. In pratica, per percorre gli ultimi chilometri di asfalto interdetti al pubblico a bordo di questi mezzi ovviamente si tratta di un servizio a pagamento, ma l'importo richiesto è basso per il vantaggio è quello di non dover fare un bel pezzo di strada a piedi. Servizio navetta è continuo, adesso trovato in maniera tale da potervi accompagnare sia all'andata che al ritorno. Siete chiaramente liberi scegliere utilizzare il servizio navetta sia per l'andata che per il ritorno o anche soltanto per una delle due tratte.

20190601_143001 LA TARGA CHE INDICA L'INIZIO DEL PERCORSO CHE PORTA ALLA BOCCA DEL VESUVIO

LE BICICLETTE. Durante la vostra salita in macchina verso il vulcano, noterete la presenza di numerosi ciclisti. La strada è bella ed il panorama magnifico. Si puo arrivare fino alla seconda area di parcheggio con la bicicletta, ma non salieri per i sentieri che portano fino alla parte sommitale del cono. Qui si devono usare i piedi.

LA BIGLIETTERIA.

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Accesso al vulcano non è gratuito, è necessario pagare un biglietto. Bisogna precisare è l'importo che viene richiesto, certamente non è ecomico per una famiglia di quattro persone, che potrebbe spendere anche una bella cifra per godere di questa visita. Sono soldi ben spesi, perché avrete la possibilità si può visitare un luogo unico, e salire uno dei vulcani più famosi del mondo.

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La biglietteria si trova non dove è presente la zona parcheggio, ma nella parte intermedia parcheggio stesso l'inizio del Parco del Vesuvio . Come si può vedere dalle immagini mentre camminate a piedi o salite con una delle navette di cui sopra, notere sulla sinistra una struttura rettangolare legno e metallo, a cui interno troverete gli appositi sportelli per poter effettuare il pagamento del biglietto. Ricordate che potete pagare sia in contanti e con il bancomat.

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Per quanto riguarda i sistemi di pagamento elettronici, potrebbero però esserci dei problemi, in quanto non sempre la linea telefonica funzione come dovrebbe e potreste quindi essere costretti ad aspettare anche molto tempo prima che questa connessione venga ripristinata. Ricordate quindi sempre di portare con voi del denaro contante, in maniera tale da evitare perdite di tempo, e chiaramente si traducono in una minor permanenza sul vulcano, di dover effettuare tale escursione con la tranquillità che merita. Una volta acquistato il biglietto, conservatelo con cura, perché dovrà essere esibito all'ingresso del parco del Vesuvio.

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ABBIGLIAMENTO. Per quanto riguarda l'abbigliamento, bisogna seguire stesse regole quando si sale in montagna. Il Vesuvio arriva ad un'altezza massima di circa 1.280 metri Per questa ragione, quindi portare con voi qualcosa che vi consenta di vestirvi con la tecnica a cipolla in maniera tale da poter aggiungere o togliere capi d'abbigliamento, in base alle variazioni del clima. Nella stagione invernale, nella parte sommitale del Vesuvio a fare veramente freddo, così come durante quella estiva, il caldo può essere veramente intenso.

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LE CALZATURE. Per quanto riguarda le scarpe da indossare, anche in questo caso la regola da seguire è quella della escursione in montagna. Non si tratta di una arrampicata in alta montagna, ma è bene indossare comunque un buon paio di scarpe da ginnastica o delle scarpe da trekking, senza ovviamente esagerare con calzature particolarmente tecniche. Il consiglio è quello di evitare scarpe aperte sandali ciabatte e tutto ciò, che non vi protegga i piedi adeguatamente. La ragione di ciò sta soprattutto per quanto riguarda l'ultima parte del percorso, circa un chilometro e 700 metri, con un fondo di cenere vulcanica e piccole pietre. Questi riescono ad entrare con facilità nelle scarpe aperte, ed il rischio è quello di trovarvi alla fine della camminata con i piedi scorticati. Inoltre eviterete così anche pericolose scivolate con scarpe che non hanno la giusta aderenza.

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UNA IMMAGINE DALL'ALTO DEL VESUVIO PRESENTE NELLA BIGLIETTERIA 

PROTEZIONE DAL SOLE - LA CREMA SOLARE. L'escursione al Vesuvio viene effettuata in un ambiente totalmente privo di alberi. Non che questi non ci siano, ma l'accesso la bosco è interdetto ai visitatori. Per questo motivo vi troverete a camminare in un ambiente costantemente illuminato dal sole, sempre che ovviamente il cielo non sia coperto. Per questo motivo, sia d'inverno che d'estate è molto importante che vi proteggiate dal sole, applicando sulle parti scoperte del corpo una crema solare con filtro. Il motivo è molto semplice. Come anticipato, l'escursione non è breve, e pertanto potreste trascorrere molte ore sotto un forte sole. Anche nel caso in cui il tempo fosse nuvoloso coperto, Ricordatevi sempre che comunque il sole fa abbronzare.

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OCCHIALI DA SOLE . E' molto importante portare con voi gli occhiali da sole, sia d'inverno che d'estate. La ragione è dovuta alla forte insolazione, anche nelle giornate coperte. La vosta escursione è tutta allo scoperto, e non ci sono posti dove proteggervi. Bisogna poi fare i conti anche con il vento che tende ad asciugare rapidamente gli occhi, per cui non dimenticateli. E questo ovviamente vale anche per i piu piccoli.

COPRICAPO. Per proteggervi dal sole ed anche dal vento, potete portare con voi anche un copricapo. Nel periodo invernale, vi proteggerà anche dal vento.

I BAMBINI. Come si può facilmente immaginare, il vulcano esercita sui bambini, anche su quelli più piccoli, un fascino irresistibile proprio per la sua particolarità. Bisogna però ricordarsi, che la camminata, soprattutto nella parte non asfaltata, ovvero quella che va dall'ingresso del parco del vesuvio, fino alla sua sommità, è piuttosto impegnativa per chi ha "le gambe corte". Per questo motivo ricordatevi che potreste essere obbligati a dover prendere in braccio i bambini. Il consiglio e quindi quello di effettuare ogni tanto delle soste per farli riposare, anche con la scusa di fargli raccogliere qualche pezzetto di lava, o di fargli ammirare il bellissimo panorama. Lasciateli liberi di muoversi, ma vigilate sempre con la massima attenzione.

IL CONO DEL VULCANO. Il naturale "epilogo" delle ascesa sul Vesuvio è quella di potersi affacciare sul ciglio della sua enorme bocca. Ovviamente del basso non ci può rendere conto di quale dimensioni possa avere, ma una volta raggiunti i 1.200 metri circa, vedrete uno spettacolo unico. Ciò che colpisce è l'altezza delle pareti verticali del cono, e la sua profondità. Cercate i punti migliori dove affacciarvi. Non sarà difficile trovarli. E' recintato solo nella parte visitabile per i "normali" escursionisti. Non vi arrampicate sulle palizzate di legno, e se comunque volete farlo per fare qualche bello "scatto", fate comunque molta attezione. Non oltrepassate mai la recizione. Il rischio è quello di fare un bel salto nel vuoto.

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LE FUMAROLE. Una volta arrivati sulla sommità del vulcano, noterete la presenza delle c.d. "fumarole". Si tratta di gas di risalita che provengono dalle profondita della terra. La loro presenza evidenzia con chiarezza l'attività vulcanica costante del Vesuvio, e per tale motivo sono un indice importate per capire che cosa accade al suo interno. Gli studiosi le considerano campanelli d'allarme per comprendere le modificazioni dell'attività del vulcano nel corso del tempo. L'analisi della composizione dei fumi, può far capire se il Vesuvio abbia o meno iniziato un ciclo che lo porterà ad una eruzione. Per gli escurzionisti invece sono molto belle.

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LE COLATE DI LAVA. Un caratteritica tipica di ogni vulcano è presenze delle colate di lava, e sul vesuvio sono ben visibili, anche se in maniera più "discreta", rispetto a grandi vulcani come l'Etna. Durante il vostro cammino non solo le incontrerete, ma senza saperlo di ci camminerete sopra. Di seguito alcune immagini delle colate.

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IL PANORAMA. Escursione sul Vesuvio è veramente suggestiva per due ordini di motivi. Il primo è che vi trovate comunque sulle pendici e sulla bocca di un vulcano, il secondo perché godrete di un panorama veramente unico nel suo genere. Guardando verso il mare, e lasciandovi quindi il cono del vulcano alle spalle, potete vedere alla vostra destra la città di Napoli, al centro sotto di voi altre località limitrofe, tra cui la famosa Pompei e i suoi scavi nonché la città moderna, è sulla sinistra la stupenda quanto unica Costiera amalfitana. Di fronte a voi Inoltre potete osservare, anche nelle giornate con una visuale più ridotta la sagoma dell'isola di Capri. In pochi posti al mondo avrete la possibilità di vedere tante meraviglie tutte insieme.


LA CITTA' DI NAPOLI VISTA DAL SENTIERO CHE COSTEGGIA IL VESUVIO


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I SENTIERI. La parte più alta del Vesuvio si raggiunge percorrendo una serie di sentieri sterrati, composti prevalentemente da cenere vulcanica. Hanno un andamento univoco, nel senso che il percorso da seguire è uno soltanto per raggiungere la sommità, dove si trova la bocca del vulcano. In realtà quindi non bisognerebbe parlare di sentieri, ma bensì di un unico percorso da effettuare sia all'andata che al ritorno. Ricordatevi che questo sentiero termina in prossimità di un rifugio all'altezza di circa 1200 metri, dove non è più possibile andare avanti, a meno che non abbiate un'autorizzazione speciale. Infatti lì, come vedrete nella foto, è presente un cartello che proibisce l'accesso al sentiero successivo, salvo per coloro che hanno particolari tipi di autorizzazione. Per questo motivo, a meno che siate tra i pochi fortunati che possono accedere a questa sentiero, ulteriore, non potete altro che tornare indietro sui vostri passi per ripercorrere lo stesso identico percorso, che avete fatto all'andata. Ricordatevi che il fondo è composto di cenere vulcanica, non di certo pericolosa, ma scivolosa in alcuni punti, per questo motivo, quando scendete, soprattutto nei punti più ripidi, fate attenzione a dove mettete i piedi. In questo modo eviterete qualche spiacevole ed imprevista caduta. Una raccomandazione è quella di fare attenzione ai bambini. Il percorso è tutto recintato con palizzate di legno, ma i più piccoli potrebbero passarci attraverso.

[caption id="attachment_5825" align="alignnone" width="1688"]

UNA DELLE SCALINATE PRESENTI SUL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO [caption id="attachment_5826" align="alignnone" width="3000"] IL LIMITE DEL SENTIERO DA POTER PERCORRE SENZA AUTORIZZAZIONI SPECIALI[/caption] [caption id="attachment_5834" align="alignnone" width="3000"] ESCURSIONISTI CHE OSSERVANO LA BOCCA DEL VULCANO DAL SENTIERO ALTO[/caption]

DOVE MANGIARE. Per poter pranzare, ed eventualmente cenare, potete seguire le seguenti indicazioni. Trattandosi di una escursione il sistema più semplice ed economico per mangiare è quello di portare con voi dei panini ed eventualmente delle bibite, insomma qualcosa portato da casa. Se invece volete viaggiare leggeri, potete acquistare il cibo direttamente nei vari punti di ristoro presenti durante il percorso Ovviamente non parliamo in questo caso di ristoranti o trattorie, ma di bar dove troverete qualcosa di leggero ed in genere già confezionato. Qui potete acquistare bevande di ogni genere a prezzi ragionevoli. Il consiglio è quello di fermarvi a mangiare qualcosa all'ultimo rifugio che si trova nella parte più alta del Vesuvio dove termina il percorso a piedi. Sono presenti tavoli e panchine, dove potete mangiare qualcosa acquistato direttamente presso il locale bar. Il consiglio di fermarvi qui, soprattutto in ragione della visuale fantastica e del meraviglioso panorama che si vede da questo punto di osservazione privilegiato.

I RIFUGI. Durante l'ascesa sul Vesuvio incontrete alcuni piccoli "rifugi", dove poter sostare e riposarvi e fare piccoli acquisti, nonchè mangiare. Non si tratta di strutture come quelle che si trovano in montangna, ma sono comunque molto comodi in caso di necessità.

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Uno dei più suggestivi, grazie alla sua magnifica posizione, e quello più in alto, e che si trova al termine del sentiero accessibile ai normali escursionisti. Qui il panorama è unico.

IL RIFUGIO PIU' IN ALTO ALLA FINE DEL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO[/caption] 20190601_133302-977919232.jpg 20190601_133600-272774499.jpg

I SERVIZI IGIENICI. Una raccomandazione importante è quella di usufruire dei bagno prima di afforntare la salita. Oltre a viaggiare "più leggeri", durante la salite e la discesa non ne trovere altri. E sul cono del Vesuvio non ci sono boschi o altro dove poter andare. I Serivizi igienici sono presenti nel piazzale antistante l'ingresso al Parco, dove dovrete esibire i biglietti precedentemento acquistati. E' necessario spirito di adattamento. Si tratta di bagni chimici caldi d'este e freddi d'inverno.

LA NEVE. Come sopra ricordato il Vesuvio sfiore i 1.300 metri di altezza s.l.m., per cui in inverno fa freddo e può anche nevicare. Nel caso in cui decideste di salire con queste condizioni meteo, verificate sempre prima che il parco sia aperto, per evitere un viaggio a vuoto. Infatti per motivi di sicurezza, in caso di condizioni meteo avverse, l'accesso al pubblico può essere interedetto.

LA VEGETAZIONE. Il Vesuvio è coperto di vegetazione nella parte più bassa. Noterete subito la presenza di molte piante già percorrendo la strada che dalla parte più bassa riporta fino a parcheggio.

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La vegetazione, tende poi a diradarsi mano a mano che si sale verso la parte più alta, dove si trova il cono per diventare quasi del tutto assente quando si arriva sulla somma dello stesso vulcano. È presente anche una bella pineta, parzialmente distrutta da alcuni devastanti incendi, che con preoccupante sistematicità si ripetono sulla cima del Vesuvio. In queste aree verdi non è possibile entrare, e ciò viene chiaramente indicato anche da alcuni cartelli di colore giallo che non potete non notare.

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IL VIDEO DELL'ESCURSIONE. Di seguito è presente un video che raccoglie tutte le foto presenti sugli appunti di viaggio ed altre non inserite. Vi consentirà di rissumemere l'escursione senza tante parole. Cliccate sul link.




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Ai prossimi appunti di viaggio.